Scultura

Io intendo scultura, quella che si fa per forza di levare: quella che si fa per via di porre, è simile alla pittura: basta, che venendo l’una e l’altra da una medesima intelligenza, cioè scultura e pittura, si può far fare loro una buona pace insieme, e lasciar tante dispute; perché vi va più tempo, che a far le figure.
(Michelangelo Buonarroti)

 

Corrado Balest è un pittore: l’esperienza della plastica prende forma dalla tela, prima come ceramica – alla fine degli anni Settanta – e in seguito come scultura vera e propria.

Non “pensa in marmo”, come s’attenderebbe André Gide da uno scultore; egli pratica il gesso e soprattutto la terracotta solo dall’inizio degli anni Ottanta e raramente li espone. Ancora meno sovente le opere di scultura rientrano nella numerazione del libro Mastro o possono essere condotte ad una datazione precisa: è un’eccezione infatti la bella Lettrice del 1994.

Non c’è premeditazione in queste sculture ma piuttosto la rilettura della propria opera grafica e pittorica attraverso la lente di una tecnica altra: ecco perché talvolta appunta “buono per scultura” su un disegno nato per altri scopi, o perché alcune terrecotte sembrano letteralmente uscire da dipinti come dalla Marina II del 1996. Una passione dunque che lo porta ad Albissola in un ambiente fecondo, dove gli artisti condividono una medesima idea di arte, sulle tracce mitiche dei grandi scultori italiani del Novecento, Arturo Martini in primis, riconoscibile nella formulazione compositiva delle tende. Qui le figure, delicatamente tracciate, trovano nel solco della materia uno spessore che sulla tela è appena accennato. La pittura di Balest sviluppa nella scultura una forma tridimensionale, una molteplicità di punti di vista e soprattutto una variante luministica altrimenti impraticabile.

I gessi, le terrecotte, le ceramiche, i bronzi – realizzati nella celebre fonderia Brustolin di Verona – animano lo studio dell’artista, vivono con lui, divengono muse e al contempo matrici in un continuo movimento d’andata e ritorno con la pittura e la grafica, a testimonianza di una profonda ed incessante volontà di sperimentazione.

 

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